J.P. Rossano

Il sito ufficiale dell’autore del thriller “L’ultima stoccata”

"J.P. Rossano e la Scherma"

Cosa mi piace di questo sport? Tutto.
La scherma è bella e terribile, come la vita. Perché quando sali in pedana sei solo, come in tutti i momenti cruciali della vita. Attorno può esserci un sacco di gente, ma, di fatto, sei solo. E poi, in realtà, non affronti l’avversario, affronti te stesso, te stesso e tutti i fantasmi che affollano la tua mente e la tua coscienza.
La scherma è rissa, finzione, imbrogli, machismo, mito dei gladiatori, dei galli e dei segaioli.
La scherma è rappresentazione teatrale della vita, come, al tempo medesimo, la vita è un lungo, estenuante, assalto di scherma, nel quale tutti si cimentano… …e da cui i più ne escono sconfitti.

Ogni risposta ha la sua domanda

Maggio 16th, 2007 by J.P. Rossano

Molti, tra i pochi che hanno messo in pratica la sventurata idea di leggere “L’ultima stoccata”, hanno avuto anche la bontà di scrivermi, per farmi conoscere i propri commenti, le critiche e talvolta porre qualche domanda. Qui di seguito potrete trovare le risposte ad alcune delle domande più interessanti, a cui ho avuto piacere di rispondere. Solo le riposte però, perché le domande sono così evidenti, che scriverle sarebbe un insulto all’intelligenza del lettore. 

Si, i romanzi ed il genere noir in particolare sono, a mio modesto parere, un ottimo strumento per rappresentare la società di oggi con tutte le sue storture. Perché, anche se spesso facciamo finta di non accorgercene, nella nostra società c’è qualcosa che non funziona. Denaro, potere e successo ad ogni costo sono i modelli proposti (ed imposti) dai media e seguiti dai più; non è quasi più possibile fare politica, nell’accezione “nobile” del termine; il sano giornalismo d’inchiesta lascia spesso spazio ad un gossip stupido quanto inutile. Ecco che, citiamo Sandrone Dazieri, “il noir italiano si è auto assegnato il compito di decifrare il presente attraverso la chiave della detection”, rispondendo al disagio provato da alcuni di fronte a queste realtà ed al desiderio di mettere i piedi nel piatto, alludere, denunciare, prendere posizione.

 No, non sono molto favorevole all’idea di spiegare dei perché e dei percome relativi ad una storia che ho raccontato. Ho sempre pensato che i libri servano non tanto per creare delle certezze, ma piuttosto per generare delle ipotesi che ogni lettore deve svilupparsi autonomamente. Da questo punto di vista le spiegazioni in merito alle proprie opere, date a posteriori da parte degli autori, sono spesso più deleterie e controproducenti che utili. Ad essere sincero penso che, dopo avere scritto un libro, un autore dovrebbe sparire o farsi ammazzare, così eviterebbe di dover passare il resto del suo tempo a spiegare cosa voleva dire. È più giusto che ogni lettore si faccia un’idea propria, poi se il libro lo leggono in due milioni e nascono due milioni di ipotesi differenti, tento meglio. Ho letto che qualcuno, non ricordo più chi, ha sostenuto che i gialli siano un ottimo modo per dire delle cose sensate. Ecco io c’ho provato. Quello che volevo dire, e se sia sensato, provate a deciderlo da voi”.   

No, non ho paura di essere confuso con le idee, i valori e le azioni (buone, o malvagie che siano) dei miei personaggi. Sarebbe un pensiero da principianti, va bene che sono un esordiente, ma non sono mica nato ieri. Uno scrittore deve raccontare quello che la storia che sta scrivendo gli impone e cercare di farlo nel modo migliore e più accattivante per i lettori. Anche perché i personaggi, una volta che li hai creati, prendono consapevolezza di se, ti sfuggono di mano. Il povero scrittore li ha messi al mondo perché svolgano un ruolo e quelli, proditoriamente, dopo qualche pagina, cominciano ad agire di testa loro e non resta altro che assecondarli. 

  Si, sono un pessimista. E pure profondamente convinto che nessuno, ma proprio nessuno, sia del tutto innocente. Siamo tutti un po’ colpevoli. È sufficiente leggere la storia, o la cronaca nera di tutti i giorni: il genere umano, lasciato solo ed in balia di se stesso, passa la maggior parte del proprio tempo a cercare di auto distruggersi nei modi più svariati, fantasiosi e malvagi.    Si lo confesso, poiché errare è umano, ma perseverare è diabolico, sto scrivendo un altro romanzo con Jarno (ma non solo lui), come protagonista, anche se prevedo tempi lunghi di gestazione, pertanto chi avrà la bontà do volerlo leggere dovrà portare un po’ di pazienza. 

  Ovviamente no, nessuna anticipazione sulla trama del prossimo romanzo, ma come per “L’ultima stoccata”, si tratterà di un noir dove il male, i cattivi e le tinte fosche troveranno ampio spazio. Cosa ci volete fare, forse è difficile da credere, viste le storie che racconto, ma sono un moralista che teme il giudizio degli dei. Credo che il senso morale della narrativa consista nel mostrare le orribili conseguenze di un atto immorale e il prezzo karmico che le persone pagano per averlo perpetrato.

 

Categoria: Blog |

2 Responses

  1. Alessandra Says:

    Ho trovato per puro caso ( a volte le casualità portano cose belle !!!) una mail al mio indirizzo di posta elettonica dove si faceva riferimento al tuo blog che trovo molto interessante. Ancora di più, apprendere che hai scritto un libro. E siccome sono una “divoratrice” di libri e mi piace anche scrivere recensioni quando qualcuno me lo chiede, penso che acquisterò il tuo libro e ti manderò il mio commento. Naturalmente gratis !! :-) )
    Buona giornata !
    Alessandra

  2. J.P. Rossano Says:

    Ciao Alessandra,
    grazie per avermi scritto queste belle parole e sopratutto grazie per la fiducia che mi accordi decidendo di leggere “L’ultima stoccata”, spero che ti piaccia e che tale fiducia sia pertanto ben riposta.
    Fammi sapere i tuoi commenti in ogni caso, quelli positivi fanno sempre piacere, le critiche servono per migliorarsi, pertanto entrembi sono ben accetti.
    Fammi sapere quali sono i tuoi scrittori preferiti.
    A presto
    JP

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