NEW ITALIAN EPIC
“La letteratura non deve, non deve mai, non deve mai credersi in pace”
Se si possedesse un po’ di presunzione ed una notevole dose di ardimento, con queste parole, scritte dall’autore nell’ultima pagina del saggio, si potrebbe condensare l’interessante “New Italian Epic”, un saggio di Wu Ming 1 disponibile da qualche tempo in rete e che Vi invito a leggere.
Premesso che le tesi sostenute nel saggio, oltre che interessanti, sono ampiamente condivisibili, è utile sottolineare come l’autore dimostri la convergenza di parecchi scrittori italiani in un’unica, vasta, nebulosa letteraria, alla quale assegna il nome di “New Italian Epic” e come le esperienze letterarie al suo interno svarino dal romanzo, al saggio, agli “oggetti narrativi non identificati”.
WM1 sostiene, a mio avviso con ragione, che questo tipo di esperienza è figlia del nuovo ordine mondiale, di riflesso venutosi a creare con la caduta del muro di Berlino, la fine della Guerra Fredda e nel nostro paese, il dissolversi del fattore “K” che aveva, di fatto, bloccato la politica italiana dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad allora.
Di alcuni degli autori e delle opere citate da WM1 nel suo saggio abbiamo parlato su questo sito (De Cataldo, Genna, Saviano, Sarasso), così come di una nuova generazione di italici scrittori, sia chiaro senza la complessità e lo spessore del saggio di WM1, (cfr. “Umberto Eco ed il giallo”).
Ma ora stop con le citazioni auto-referenziali ed andate a leggervi “New Italian Epic”, poi semmai, ne riparliamo.