Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008
Febbraio 13th, 2008 by J.P. RossanoAmici e lettori, su Nazione Indiana c’è un appello di Raul Montanari (apartitico, e politico nell’accezione più alta del termine), di solidarietà nei confronti degli organizzatori della Fiera del Libro di Torino, maltrattati da settimane per aver deciso di ospitare Israele alla prossimo Salone.
Decine di intellettuali, scrittori e semplici websurfer, lo hanno firmato e tra essi il sottoscritto.
Se concordate con l’appello e ne avete voglia, firmate anche voi.
Oppure non firmatelo, ma riflettete perchè, a mio avviso, resta il fatto che, seppur lecite, opinioni critiche nei confronti dell’attuale governo israeliano, dovrebbero coesistere con il rispetto per gli scrittori di quel paese.
Boicottare la Fiera del Libro, sarebbe un colossale autogol, perché se esiste una voce davvero critica che viene dal cuore di Israele, una critica alla sua politica, questa viene proprio da quegli scrittori che si vorrebbero boicottare. Sarebbe come dimenticare (errore in cui sovente si incappa) che la critica ad una certa politica degli Stati Uniti viene proprio da molti di quegli intellettuali americani che sono stati dei maestri. Se volete trovare delle motivazioni valide e ben esposte, per cui vale la pena di sottoscrivere l’appello, potete leggere quelle di Gianni Biondillo sempre su Nazione Indiana, parole le sue, che sottoscrivo completamente.
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Febbraio 25th, 2008 at 10:10 am
In allegato la lettera scritta dal regista Davide Ferrario al Manifesto in merito alla questione, le pubblico dopo avere richiesto autorizzazione all’autore, premettendo che mi trovo in pieno accordo con quanto afferma
JP
“La cosa che più mi
stupisce nella polemica sull’invito a Israele per la prossima Fiera
del Libro di Torino è il modo in cui veniamo considerati noi. Intendo
noi intellettuali, scrittori, cineasti, artisti. Sembra che la nostra
presenza non corrisponda ad altro che a una specie di arruolamento da
parte del potere, che non siamo altro che pedine manovrate da un
qualche funzionario di governo. Che non sia importante quello che
diciamo o pensiamo, ma semplicemente quello che rappresentiamo da un
punto di vista anagrafico.
E’ come se, negli anni del governo Berlusconi (e in quelli a venire,
ahimè), ogni volta che andavamo a un festival o a una manifestazione
internazionale, io e i miei colleghi non rappresentassimo (spesso in
modo critico) gli italiani e la società a cui apparteniamo, ma solo il
governo in carica. Pensare al ruolo degli intellettuali in modo così
riduttivo genera una tristezza infinita, perchè rivela un vecchio
meccanismo inconscio nella storia della sinistra: considerare buoni
solo gli intellettuali che sono “utili alla causa”.
Io sono assolutamente convinto che nel conflitto medioorientale non si
possa fare a meno di stare con i palestinesi. Ma proprio per la sua
natura di incontro tra scrittori e pubblico, la Fiera è l’occasione
per parlare e dire cose non scontate sulla questione. Rispondere col
muro del silenzio e del boicottaggio è cadere nella stessa logica di
chi i muri veri li costruisce per dividere i popoli e gli individui.”
Davide Ferrario, regista e scrittore
Aprile 11th, 2008 at 8:16 am
Mi spiace aver letto solo ora, ma sottoscrivo pienamente.Tutto ciò mi ricorda quanto visto nel bel film d’animazione di Marjane Satrapi, che, scappata dall’Iran perchè rischiava di morire per le sue idee avverse al regime, veniva guardata con diffidenza ed emarginata dai nuovi conoscenti austriaci perchè, appunto, “iraniana”, e quindi talebana, illiberale arretrata etcc..