J.P. Rossano

Il sito ufficiale dell’autore del thriller “L’ultima stoccata”

"J.P. Rossano e la Scherma"

Cosa mi piace di questo sport? Tutto.
La scherma è bella e terribile, come la vita. Perché quando sali in pedana sei solo, come in tutti i momenti cruciali della vita. Attorno può esserci un sacco di gente, ma, di fatto, sei solo. E poi, in realtà, non affronti l’avversario, affronti te stesso, te stesso e tutti i fantasmi che affollano la tua mente e la tua coscienza.
La scherma è rissa, finzione, imbrogli, machismo, mito dei gladiatori, dei galli e dei segaioli.
La scherma è rappresentazione teatrale della vita, come, al tempo medesimo, la vita è un lungo, estenuante, assalto di scherma, nel quale tutti si cimentano… …e da cui i più ne escono sconfitti.

News

7.08.2009 | Categoria: Segnalazioni

Educazione Siberiana

Educazione Siberiana di Nicolai Lilin (Einaudi - collana Supercoralli) è un libro che, a mio modesto parere, vale la pena di leggere. E sono in accordo con la brava Michela Murgia che, a proposito di questo libro, scrive sul suo sito: “….non ci sarebbe per Nicolai Lilin sventura peggiore che passare per il Saviano siberiano, perché lui le cose non le denuncia, le racconta; e se vi sembra una differenza piccola quella che passa tra la punta del dito e la punta della penna, Educazione siberiana forse non fa per voi”.
In effetti l’intervista di Saviano a Nicolai, pubblicata su Repubblica, deve avere certamente contribuito a far conoscere “Educazione Siberiana”, così come a far andare esaurite le copie del libro in due giorni, ma non deve far nascere confusione. Il libro di Nicolai non è un libro di denuncia, ma è il racconto della sua crescita e formazione in un ambiente dove, essere dei criminali, è normale. Nicolai Lilin le ha davvero viste e vissute le cose che ci racconta; ma ha la capacità di farselo perdonare, a tratti con ironia, e soprattutto senza mai cadere nel compiacimento per la tragicità e, a tratti, la truculenza di quello che ci racconta. Che poi altro non è che il declino e la fine della cultura di una comunità di persone.
Nicolai Lilin è nato in Trasnistria, meglio nota da noi in occidente come Bessarabia, una regione dell’ex Unione Sovietica tra l’Ucraina e la Moldavia. Discendente degli Urca siberiani, una popolazione con una lunga tradizione di predoni e banditi, che non si sono mai assoggettati volentieri al dominio degli Zar prima e del comunismo poi.
Negli anni trenta Stalin ha fatto deportare gli Urka in massa dalla Siberia in Trasnistria, con l’intento di sradicarne le bellicose e criminali abitudini. In realtà l’unico risultato è stato quello che gli esuli hanno ricreato il loro habitat sociale in questa nuova patria.
I libro di Lilin non è un noir, ma in romanzo di formazione a tinte decisamente nere. Racconta della sua infanzia e della formazione avuta dalla famiglia e dai vecchi Urka che avevano il compito di trasmettere le tradizioni, gli usi e le regole di una comunità dedita alla delinquenza come professione. Ma, a differenza di tutte le altre organizzazioni criminali di Russia e dintorni, (governi sovietici e governi successivi figli dello sgretolamento dell’URSS compresi), Lilin ci racconta come i siberiani possedessero una loro etica (ammesso che si possa avere un’etica nel fare il delinquente).
Tipo: rubare sì, ma a ricchi e governi, però niente pizzo, niente droga, niente prostituzione, rispetto per i vecchi (che tramandano la tradizione) le donne, i bambini, gli handicappati. Con abitudini particolari, tipo non parlare con i poliziotti, si poteva comunicare con loro solo tramite una donna della famiglia, ma senza rivolgersi loro direttamente, tenere le armi per la caccia (considerate pure) separate da quelle utilizzate per delinquere (impure), essere molto religiosi e devoti (anche se questo non impedisce di rubare ed ammazzare), avere una lunga tradizione dedita al  tatuaggio, ecc.
Gli Urka si definiscono criminali “onesti” proprio per questa etica che li contrapporrebbe ai altri criminali, privi di regole e semplicemente dediti a ricercare ricchezza e guadagno facile.
Il libro è il racconto della formazione di Lilin, dei valori tradizionali che gli sono stati trasmessi dagli anziani della comunità e, infine, dello sgretolamento di questa “etica” verso un mondo criminale senza regole e senza rispetto della tradizione, completamente travolto dalla corruzione a tutti i livelli.
“Educazione Siberiana” è un libro molto interessante, perché rappresenta la prospettiva di chi nasce in un posto dove le uniche alternative sono: soccombere, o diventare un criminale, o uno sbirro che poi da quelle parti non è troppo differente. E se costui accetta di fare il criminale: o segue le regole della tradizione della sua razza, oppure accetta di non avere regole per niente.
Insomma non è un romanzo noir, non è una autobiografia, non è un romanzo di denuncia alla Gomorra, piuttosto è una foto, o forse un tatuaggio, visto che il nostro scrittore fa di mestiere il tatuatore. Una foto, o un tatuaggio, non inventano nulla a differenza dei romanzi, non denunciano a differenza delle inchieste giornalistiche, ma raccontano solo delle storie presentandone le immagini.
JP

7.05.2009 | Categoria: Segnalazioni

L’ISOLA DEGLI UOMINI SUPERFLUI

 L’ISOLA DEGLI UOMINI SUPERFLUI (Stephano Giacobini * Ed. Spoon River - Collana Dark Side)

isolasuperflui1.jpgIn un angolo remoto della più grande foresta del pianeta un potente uomo d’affari (e spregiudicato malavitoso) ha creato un vero e proprio luna-park della morte: l’Isola. Sborsando ingenti cifre, miliardari di ogni parte del mondo possono accedervi per uccidere o torturare, impunemente, uomini all’uopo catturati e tenuti segregati.
La vicenda è narrata direttamente dal protagonista, il Capitano, braccio destro del creatore dell’Isola, uomo cinico e ambiguo che ha abbandonato il mondo civile per mettersi al servizio del male e della morte, grande organizzatore delle sconvolgenti attrazioni messe a disposizione  dei clienti di quel folle parco dei divertimenti.
Vittime sono gli Uomini Superflui, gente emarginata dalla società, poveri fra i poveri, la cui esistenza non ha alcun valore, se non quello di essere a disposizione di altri uomini che possono addirittura comprare la loro vita e la loro morte.
Tutto sembra filare liscio, i clienti si susseguono con regolarità e con richieste sempre più sconcertanti, finché compare sulla scena una donna, che sovvertirà i valori e aprirà nuovi orizzonti.

L’eterna lotta fra il bene e il male, considerata dal punto di vista di quest’ultimo, la loro reciproca interdipendenza, in un conflitto destinato a non vedere mai un vincitore. I contrasti fra la forza dell’amore e l’intensità dell’odio, l’esaltazione della morte e la vacuità della vita, le differenze fra esistenza e vita, fra morte corporale e morte in vita, la miseria e la nobiltà che albergano nell’animo umano.
L’allarme ecologista, la denuncia delle profonde disuguaglianze sociali che condizionano l’umanità intera, la deriva e le conseguenze aberranti di un mondo fondato unicamente sull’accumulo di denaro.
* Stephano Giacobini è lo pseudonimo di Roberto Castelli, 42 anni, avvocato penalista in Torino con trascorsi da giornalista.   stephanogiacobini@email.it

4.11.2008 | Categoria: Segnalazioni

“Torino” un racconto di JP Rossano per United We Stand

 torino-libera.jpg“Nuovo contenuto speciale, questo lunedì. Nuovo racconto d’autore, vergato dalla sapiente penna di JP Rossano, nella sezione liberazione della pagina collateral, dal titolo, appunto, Torino. Vi aspettano scene da action movie e colpi di scena a ripetizione, fino ad un graffiante ending a sorpresa.
Non vi dico niente di più, godetevi il racconto ……………………”

Con queste belle parole, sul sito dedicato alla graphic novel United We Stand, di cui abbiamo già parlato, l’amico Simone Sarasso (che ovviamente ringrazio), introduce il racconto che ho avuto la fortuna e l’onore di poter scrivere e che è appunto ospitato nella sezione Collateral del sito di UWS.

Non ve lo perdete mi raccomando, potete scaricare il pdf a questo link, aspetto i vostri commenti.

Tenete botta

JP

10.01.2008 | Categoria: Segnalazioni

Arriva United We Stand

Signore e signori, siamo felici di comunicarVi che da lunedì 7 gennaio 2008 è online il sito www.unitedwestand.it, la prima graphic-net novel italiana, si tratta di un romanzo a fumetti, scritto da Simone Sarasso e disegnato da Daniele Rudoni.

 UNITED WE STAND uscirà a puntate su lulu.com. Sei volumi, in vendita da gennaio a dicembre, esclusivamente in rete che raccontano una storia di sangue e onore, tradimento e vendetta, amore e rivalsa.

Oltre al trailer non possiamo svelarvi nulla di più, ovviamente, ma occhio gente perché la storia non finisce sulla pagina. A partire da lunedì 7 gennaio, per tutto il 2008, ogni settimana saranno pubblicati sul sito contenuti speciali, tra i quali COLLATERAL, dove, questo possiamo anticiparlo sin d’ora, ci sarà sicuramente anche un’incursione corsara del sottoscritto.

gunsterling.jpeg

Tenete botta

JP

5.06.2007 | Categoria: Segnalazioni

Tutto il nero dell’Italia

Il noir dilaga, nel nostro Paese. E parla lingue regionali, paga il doveroso tributo ai paletti del genere, scava nei temi caldi del contemporaneo e, con un occhio alla tradizione e uno al futuro, rinnovando le nostre inquietudini, rinnova anche se stesso“.
Con queste poche righe Giancarlo De Cataldo presenta questa antologia, cogliendone i punti fondamentali.
Un percorso che si sviluppa, attraverso la penna di venti autori, regione per regione, creando un quadro complesso e oscuro della nostra penisola.
Ogni racconto è caratterizzato dalle sue peculiarità tematiche e stilistiche, ma tutti sono accomunati da un filo nero che scava nelle realtà locali, illustrando un’Italia dalle tinte forti, reali e concrete.
Una lettura che appassiona, coinvolge, intriga, alla scoperta anche di autori nuovi e promettenti, che potrebbero essere il futuro del noir italiano.

coveritalia1.jpg
Titolo: Tutto il nero dell’Italia                      
Editore: Noubs
Curatore: Chiara Bertazzoni
Collana: Le Api
Genere: Noir
Pagine: 180
Prezzo: 13 euro
ISBN 88-87468-53-2
Pubblico: adulti
Con note in quarta di copertina di CARLO LUCARELLI, GIANCARLO DE CATALDO,
SERGIO ALTIERI
. Antologia noir con 20 autori giovani, uno per Regione.

Autori:
PIEMONTE J.P. Rossano
VAL D’AOSTA Fabio Mazzoni
LOMBARDIA Matteo Fraccaro
 TRENTINO ALTO ADIGE Renzo Saffi
 FRIULI VENEZIA GIULIA Elena Vesnaver
VENETO Matteo Scandolin
 LIGURIA M.Merisi
EMILIA ROMAGNA Marinella Lombardi
 TOSCANA Simone Togneri
 UMBRIA Lorella Natalizi
MARCHE Paolo Agaraff
 LAZIO Silvia Pantaleo
 ABRUZZO Igor De Amicis
MOLISE Mirco Cantoro
CAMPANIA Valerio Lucarelli
 BASILICATA Stefano Santarsiere
 CALABRIA Fernando Fazzari
 PUGLIA Domenico Mortellaro
 SICILIA Davide Camarrone
 SARDEGNA Gianni Tetti

Gli editori di Noubs, una casa editrice abruzzese che ha al suo attivo libri di pregio (da Mario Luzi a Alfonsina Storni, da Contessa Lara a Gianluigi Piccioli, e una rivista, Pandere, dove scrivono Slavoj Zizek, Marc Augé, Franco Ferrarotti, Ruggero Pierantoni, Adonis, e tanti altri nomi illustri della cultura mondiale) hanno chiesto a Mauro Smocovich di Thriller Magazine di curare una collana di noir  in cui gli scrittori stilassero racconti di genere usando come sfondo ben riconoscibile un luogo, un paesaggio, uno scorcio della loro Regione. Mauro ha affidato il primo libro “Tutto il nero dell’Italia”, alla cura di un giovane talento, Chiara Bertazzoni, e a Danilo Arona il secondo, “Tutto il nero del Piemonte”. Il terzo l’ha lui stesso curato insieme con Angelo Marenzana, “Colpi di testa”.  Ogni anno saranno pubblicate antologie regionali e nazionali fino a stendere una mappa ben precisa del panorama del disagio attuale del nostro paese: si potrebbe dire, per celia, che il tentativo sarà riuscito solo quando si saranno delineate le venti facce o sfaccettature regionali da fornire agli uomini del R.I.S. - il nucleo scientifico investigativo - che potranno ricostruire l’identikit, la faccia tipica del  criminale a denominazione di origine controllata delle regioni italiane. Un’operazione rischiosa, forse più per il lettore che per gli scrittori, lettore che viene condotto per le zone più oscure del Paese a scoprire l’orrore che si cela dietro il perbenismo collettivo.
Un’operazione che, come afferma nella postfazione lo scrittore e psicologo Riccardo Strada, ribalta l’interpretazione psicanalitica del noir: «Capita allora che ci si fermi, e si intuisca così la caducità del proprio scappare e la relatività delle proprie difese, capita forse, e non sempre, che il personaggio diventi uomo, il Pinocchio si faccia bambino e come tale colga il valore simbolico e provvisorio del proprio viaggiare; ecco allora che in questi casi, in questi libri, forse i migliori, l’uomo si ferma capendo come la ricerca di sé possa avvenire solo affrontando se stessi, immergendosi anima e corpo nella propria storia e nelle proprie radici, senza fuggire, ma tenendo i piedi solidamente piantati in terra”.
Ed è proprio la terra, la propria territorialità a costituire il fil rouge di Tutto il nero dell’Italia, dove il noir affonda e si intreccia nell’humus delle proprie origini, dove i racconti scorrono, si uccide e muore sullo sfondo di città vive e pulsanti e dove l’uomo si mostra legato, inevitabilmente, alle proprie radici; non sono sfondi casuali o scenari di maniera, ma pezzi di vita, brandelli di ogni protagonista che ne caratterizzano l’essere, ne completano il senso, ne svelano l’appartenenza e
quindi l’identità.
E’ una terra popolata dalla propria gente, colorata dai propri costumi, cullata dai propri dialetti, è il tappeto su cui ogni personaggio può giocare la propria vita, è lo spazio per fermarsi a ricercare la chiave di decodifica delle proprie esistenze che da qui partono e qui ritornano, ciò che ci permette di capire che non occorre sempre scappare per ritrovarsi: è la sosta dell’uomo in fuga».
Come dice Valerio Varesi nella prefazione, spesso alla letteratura “di genere” (ma quale genere? verrebbe da dire) viene accreditato il merito di rappresentare meglio di altri stilemi narrativi il mondo di oggi.
Una rappresentazione “in diretta”, per certi versi, e questa sincronicità con la vita sembra essere anche il segreto del suo successo. Sarebbe sciocco sostenere che solo i racconti noir o gialli hanno la prerogativa di essere sociali. Lo è anche la letteratura che non usa gli schemi dell’investigazione, ma è indubbio che il “genere” fornisce oggi in modo più rapido e immediato, una chiave di lettura del reale.
Un’altra qualità è la coralità di descrizioni di cui è capace questo tipo di racconto. L’Italia delle diversità, l’Italia delle regioni e dei tanti campanili emerge prepotente anche da questa antologia, con tutte le sue peculiarità e differenze irredente all’omologazione televisiva e del mondo
delle merci.
Leggendo i racconti di questa raccolta possiamo mettere a fuoco un quadro preciso degli squilibri fra il mondo metropolitano e quello rurale, tra la nausea da benessere della provincia più appartata e la vita agra delle città del sud, tra l’improvvisa follia che deflagra in un tranquillo mondo valligiano e la vendetta atroce contro un padre padrone, tra le morti bianche provocate da chi specula sull’uomo e sulla natura e l’inquietudine mortale che prende chi smarrisce il senso della propria vita in un quartiere degradato, in una delle tante banlieu.
Potremmo dire che in ognuno degli scritti di questa antologia aleggia una gravità verso un vuoto inquietante, verso qualcosa che manca, dentro e fuori dei protagonisti. E tale assenza spinge questi ultimi verso l’azzardo di un’autoaffermazione che presuppone l’annullamento dell’altro come ostacolo, o verso una cupa dissolvenza di sé. In tutt’e due i casi, emerge con prepotenza la banalità del male come una forza insistente che ci accompagna e scaturisce improvvisamente alla maniera di un’uscita di sicurezza dai garbugli della vita o dalle ossessioni psicotiche del vivere odierno. Ciò
che sorprende è il realismo con cui molti degli scrittori qui presenti rappresentano il contrasto tra l’apparente sopore delle vite «normali» e l’improvvisa esplosione di follia generata da questa morta gora di irreprensibile e ripetitiva routine. Esattamente quel che succede in molte vicende reali in cui la violenza più efferata sgorga con l’impeto di una diga squarciata che ha a lungo trattenuto un lago d’odio accumulato goccia a goccia, nella sequela di giornate uguali e tranquille.

«Era una persona così educata, perbene» è spesso la rappresentazione che danno i conoscenti di feroci assassini nelle interviste giornalistiche. Non sanno che, inconsapevolmente, costruiscono il miglior epitaffio alle contraddizioni e alle  inquietudini. Al nostro mal di vivere.”

15.05.2007 | Categoria: Segnalazioni

Sulla scena del crimine: CSI all’italiana

In libreria il libro di Chiara Guarascio:

“Sulla scena del crimine: CSI all’italiana” Edizioni Il Molo.

Consigliatissimo a tutti gli appassionati di criminologia ed agli scrittori di gialli e thriller che vogliono approfondire le loro conoscenze in materia.

Dalla quarta di copertina:

“Il primo manuale di criminalistica rivolto a tutti gli appassionati del genere poliziesco e del giallo che vogliano soddisfare la curiosità di saperne di più sui meccanismi d’indagine del crimine. La cultura mediatica di stampo angloamericano ha infarcito gli spettatori con falsi miti che non rispecchiano la realtà italiana, generando così una gran confusione sulle professioni legate allo studio del crimine. Questo saggio procede, in maniera analitica e puntuale, a fare ordine, elencando i vari ruoli e i metodi “di casa nostra”. Un vademecum che non può mancare sugli scaffali di tutti coloro che si cimenteranno nella scrittura di un giallo o di un thriller, ma anche di tutti gli spettatori delle fiction televisive e degli appassionati del crimine.”

Il sito dell’autrice

librochiara.jpeg

16.03.2007 | Categoria: Segnalazioni

“L’ultima stoccata” su Wikipedia

“L’ultima stoccata” e JP Rossano sono citati anche sull’enciclopedia multimediale Wikipedia:

JP Rossano   

L’ultima stoccata   

 

22.01.2007 | Categoria: Segnalazioni

“L’ultima stoccata” segnalato dal “Delitti Esemplari”

L’ultima stoccata, segnalato dal sito specializzato “Delitti Esemplari” LINK

15.01.2007 | Categoria: Segnalazioni

“L’ultima stoccata” segnalato da “Opera Narrativa”

L’ultima stoccata, segnalato dal sito specializzato “Opera Narrativa” LINK

11.01.2007 | Categoria: Segnalazioni

Il Sito di JP segnalato da WUZ

Il Sito di JP Rossano tra i siti segnalati da WUZ. LINK

5.09.2006 | Categoria: Segnalazioni

“L’ultima stoccata” segnalato dal sito La Tela Nera

LINK

7.06.2006 | Categoria: Segnalazioni

“L’ultima stoccata” presentato dal sito tematico SchermaNet.

LINK

7.06.2006 | Categoria: Segnalazioni

“L’ultima stoccata” presentato dal tematico SchermaOnline.

LINK