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	<title>J.P. Rossano</title>
	<link>http://www.jprossano.com</link>
	<description>Il sito ufficiale dell'autore del thriller "L'ultima stoccata"</description>
	<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:34:30 +0000</pubDate>
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		<title>Il Potere del Cane – Don Winslow</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Recensioni</category>

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		<description><![CDATA[Scampami dalla spada. Dal potere del cane.
Da convinto e fors’anche feroce, seguace della letteratura di James Ellroy, mi sono trovato spesso a pensare e di conserva a sostenere pubblicamente con convinzione, che probabilmente nessuno, dopo Elloroy stesso, sarebbe riuscito a descrivere con altrettanta forza epica e drammatica la disillusione del grande sogno americano. Ebbene come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>Scampami dalla spada. Dal potere del cane.</em></p>
<p>Da convinto e fors’anche feroce, seguace della letteratura di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Ellroy">James Ellroy</a></em>, mi sono trovato spesso a pensare e di conserva a sostenere pubblicamente con convinzione, che probabilmente nessuno, dopo Elloroy stesso, sarebbe riuscito a descrivere con altrettanta forza epica e drammatica la disillusione del grande sogno americano. Ebbene come tanti, un po’ ottusi e testardi, assiomi tipici degli esseri umani, anche questo doveva essere smentito. Ed ecco dunque arrivare sulla scena della letteratura un romanzo noir che pare scritto apposta per confutarla.<br />
“<em>Il Potere del Cane</em>” <strong>(*)</strong> di <em>Don Winslow</em> <strong>(**)</strong> è senza ombra di dubbio il noir più potente che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Un romanzo spettacolare, terrificante e terribilmente triste, intenso, senza un attimo di tregua, raccontato con una scrittura infallibile, basato su fatti storici assolutamente reali (i curiosi possono documentarsi, cfr <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Power_of_the_Dog">wikipedia</a>) e generatore di un’epica connotata da una forte dimensione politica e morale. E per di più dotato di uno degli incipit più potenti che abbia mai letto.<br />
“<em>Un ritratto perfetto dell’inferno, e della follia morale che lo accompagna</em>” questo il commento dello stesso Ellroy, a proposito del romanzo di Winslow.<br />
Commento assolutamente appropriato, alla luce della maestria con la quale l’autore ci racconta del connubio: Potere – Politica – Denaro- Corruzione – Mafie – Droga, in un romanzo epico sulle mafie americane e sul narcotraffico, sul Messico e sui suoi 3.200 km di frontiera con gli USA, sulle rivoluzione dell’America latina, sulle operazioni speciali della CIA, sulla corruzione.<br />
“<em>Il Potere del Cane</em>” è la storia di una guerra, quella condotta dal governo degli Stati Uniti, al narcotraffico, che si intreccia a quella, sotterranea e spesso illegale, condotta dal medesimo governo, o da parti di esso, al presupposto pericolo delle rivoluzioni di matrice comunista nel continente centro americano. Una guerra senza esclusione di colpi, che coinvolge produttori e commercianti di droga, sicari senza scrupoli e politicanti corrotti, servizi segreti, mafia, organizzazioni guerrigliere, governi fantoccio, la stessa chiesa cattolica, tra inganni, tradimenti, vendette spietate.<br />
“<em>Il Potere del Cane</em>”, sicuramente il romanzo giusto per questo inizio, gramo e buio, del Ventunesimo secolo, ci presenta un’ampia carrellata di personaggi indimenticabili, di anime perdute di santi e peccatori, di perdenti e vincitori, di puttane e giocatori, ma nessuno di loro è il vero protagonista.<br />
Non il solitario Art Keller (convinto sostenitore della regola delle 3 S: <em>Sei Sempre Solo</em>, regola che sottoscrivo appieno, vedasi il banner in alto a destra nella home page del <a href="http://www.jprossano.com/">sito</a>), agente DEA tanto incorruttibile e devoto alla causa della lotta alla droga da sacrificare la propria vita famigliare ed arrivare ad imparare a giocare “sporco”, esattamente come gli avversari che affronta.<br />
Non Sean Callan infallibile, gelido e spietato. Un irlandese di Hell’s Kitchen, cresciuto ascoltando leggende sanguinose, quelle dei martiri d&#8217;Irlanda e diventato, quasi per caso, killer della mafia. Capace di tentare di redimersi solo per amore.<br />
Non Miguel Angel “<em>Tio</em>” Barrera, il boss della Federación, il cartello dei narcos messicani e neppure i suoi due nipoti, Adàn (la mente, tutto calcolo ed affari) e Raùl (il braccio, il violento che ama l’azione), che ambiscono ad ereditarne l’impero.<br />
Non Nora, prostituta di lusso e donna fatale, le cui vicende si intrecciano con molte di quelle degli altri personaggi.<br />
Non padre Parada, un sacerdote messicano, cresciuto in mezzo al popolo, potente e incorruttibile, collegato alla Teologia della Liberazione.<br />
Né tanto meno gli altri personaggi, mafiosi italo americani, agenti della CIA senza scrupoli, poliziotti messicani corrotti e violenti, o incorruttibili (ma altrettanto violenti), guerriglieri latinoamericani, gruppi di estrema destra, vescovi affiliati all’Opus Dei pronti a fare patti coi servizi segreti, militari cinesi disposti a vendere armi in cambio di ricchi dollari americani.<br />
Il vero protagonista resta sempre sullo sfondo, sempre in agguato, sempre pronto ad esplodere.<br />
È il male assoluto, la demoniaca crudeltà degli esseri umani, chiamata “il potere del cane”, un potere forte e preistorico: questo animale può essere buono, fedele, ma anche rigirarsi e mordere.<br />
Dal romanzo risalterebbero tre colori: il candore bianco della cocaina, sporcato dal rosso del sangue sparso dai personaggi, molti dei quali ripongono le speranze di ricchezza unicamente nel verde dei dollari americani.<br />
Ma a coprire tutto sono il grigio ed il nero.<br />
Il grigio dei personaggi e delle loro storie, storie in cui non ci sono buoni e cattivi, bianco e nero: tutto è grigio e tutti, alla fine, perdono. I personaggi sono sempre tratteggiati in chiaroscuro, la parte chiara rimane comunque ambigua: tutti calpestano i principi degli altri, insieme alla propria anima, per arrivare all’obiettivo desiderato. Non riescono a trattenere tra le dita i granelli della vita, sono soltanto capaci di disperderli tra le partite di droga e il potere.<br />
Il nero di un romanzo feroce, violento, fatto di pagine di omicidi, torture e stragi, vendette spietate, amore, tradimenti e fedeltà, amicizia, disillusione.<br />
Pagine politiche, di una politica criminale e corrotta.</p>
<p><strong>(*)</strong> “<em>Il Potere del Cane</em>”, Don Winslow, traduzione di Giuseppe Costigliola, Einaudi Stile libero Big, 2009, pp. 718, € 22,00</p>
<p><strong>(**)</strong> <em>Don Winslow</em> è nato a New York nel 1953, ma è vissuto a South Kingstown, nel Rhode Island. Ha lavorato come attore, regista, manager cinematografico, guida di safari e investigatore privato, prima di diventare uno scrittore nominato in numerosi premi letterari. Vive in un vecchio ranch nella zona di San Diego insieme alla moglie e al figlio. Ha scritto 10 romanzi, ma in Italia ne sono stati pubblicati tre: <em>La leggenda di Bobby Z.</em> (fuori catalogo, Rizzoli, 1997), <em>L’inverno di Frankie Machine</em> (2008) e <em>Il potere del cane</em> (2009) per Einaudi (Stile libero Big).
</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;omino&#8221; un nuovo racconto di JP Rossano per &#8220;United we stand&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 06:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Eventi</category>

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		<description><![CDATA[Amici lettori,
Il 14 ottobre uscirà in libreria UNITED WE STAND  nella prestigiosa edizione Marsilio.
Per l&#8217;occasione gli autori (Simone Sarasso e Daniele Rudoni) stanno procedendo ad un restyling del sito sul quale potete trovare un nuovo racconto scritto da JP Rossano. Il racconto si intitola &#8220;L&#8217;Omino&#8221; ed è una delle storie tangenziali che si diramano dalla narrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amici lettori,</p>
<p>Il 14 ottobre uscirà in libreria <strong><u><font color="#999999"><a href="http://www.marsilioeditori.it/component/marsilio/libro/3179866-united-we-stand">UNITED WE STAND</a></font></u>  </strong>nella prestigiosa edizione <span style="font-weight: bold">Marsilio</span>.</p>
<p>Per l&#8217;occasione gli autori (Simone Sarasso e Daniele Rudoni) stanno procedendo ad un restyling del <a href="http://www.unitedwestand.it/"><strong><font color="#999999">sito</font></strong></a> sul quale potete trovare un nuovo racconto scritto da JP Rossano. Il racconto si intitola <a href="http://www.fileden.com/files/2009/8/25/2554171/My%20Documents/United%20We%20Stand/Omino%20%20(JP%20Rossano).pdf">&#8220;L&#8217;Omino&#8221;</a> ed è una delle storie tangenziali che si diramano dalla narrazione principale di UWS.</p>
<p>Devo confessare che mi sono divertito non poco a scriverlo, anche perchè mi ha permesso di prendere in prestito alcuni dei personaggi creati da Simone e credo, consentitemi per una volta di peccare di immodestia, che sia venuto fuori un bel racconto.</p>
<p>Insomma se vi capita fate un giretto sul sito di <a href="http://www.unitedwestand.it/">UWS</a>, buttate un occhio al racconto e ditemi cosa ne pensate.</p>
<p>PS Vi aspetto numerosi Martedì 29 al <a href="http://www.jprossano.com/2009/presentazione-settanta/">Circolo dei lettori</a>
</p>
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		<title>29 Settembre presentazione di &#8220;Settanta&#8221; al circolo dei lettori di Torino</title>
		<link>http://www.jprossano.com/2009/presentazione-settanta/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Eventi</category>

		<category>Presentazioni</category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;appuntamento è di quelli da non perdere: Martedì 29 Settembre (ore 19), presso lo storico Circolo dei lettori di Torino, è in programma la presentazione di &#8220;SETTANTA&#8221; (Marsilio Editori) di Simone Sarasso.
Lo scrittore torinese JP Rossano (che poi sarei io) incontra l’autore (che poi sarebbe questo brutto ceffo qui).
Il secondo, poderoso, capitolo (dopo &#8220;Confine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;appuntamento è di quelli da non perdere: <strong>Martedì 29 Settembre</strong> (ore 19), presso lo storico <a href="http://www.circololettori.it/programma/"><strong>Circolo dei lettori</strong></a> di Torino, è in programma la presentazione di &#8220;<a href="http://www.jprossano.com/2009/settanta-2/"><strong>SETTANTA</strong></a>&#8221; (<em>Marsilio Editori</em>) di <a href="http://confinedistato.blogspot.com/">Simone Sarasso</a>.</p>
<p>Lo scrittore torinese <a href="http://www.jprossano.com/about/">JP Rossano</a> (che poi sarei io) incontra l’autore (che poi sarebbe questo <a href="http://www.unitedwestand.it/cms/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=20">brutto ceffo qui</a>).</p>
<p>Il secondo, poderoso, capitolo (dopo &#8220;<a href="http://www.jprossano.com/ogni-risposta-ha-la-sua-domanda/confine/">Confine di Stato</a>&#8220;) della trilogia sporca che Simone dedica ai misteri dell&#8217;Italia, il cui titolo si riferisce naturalmente al decennio più buio e violento della storia repubblicana raccontato attraverso le voci di uno stragista, di un ladro, di un magistrato e di un attore di successo.</p>
<p>Se <em>Confine di Stato</em> era stilisticamente più simile ad un fumetto, con una narrazione trascinata dalla ricerca dell’azione a tutti i costi, nonchè marcatamente debitore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Ellroy">James Ellroy</a> di American Tabloid. <em>Settanta</em> è più denso, articolato e potremmo azzardare che guarda più vicino (<em>Romanzo Criminale</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_De_Cataldo">De Cataldo</a>) piuttosto che al grande scrittore noir di oltre oceano. Ovvero, lo stile è sempre affascinante ed iper cinetico, come nel lavoro precedente, ma se in quel caso si è rischiato di semplificare la storia  concentrando i fatti su  un cattivissimo <em>Andrea Sterling</em>, in <em>Settanta</em> il tiro è stato aggiustato alla perfezione:<em> </em>il romanzo è infatti più corale e la scrittura denota un notevole lavoro per rendere il linguaggio più aderente all&#8217;Italiano dell&#8217;epoca.</p>
<p>Di tutto questo e di molto altro parleremo con Simone al Circolo dei lettori, pertanto l&#8217;invito è ovviamente quello di non mancare, vi aspettiamo numerosi</p>
<p><strong>JP</strong></p>
<p><strong>PS</strong> un po&#8217; di foto della presentazione le potete vedere <a href="http://www.jprossano.com/foto/main.php?g2_itemId=457">qui</a><br />
 
</p>
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		<title>Addio a Fernanda Pivano</title>
		<link>http://www.jprossano.com/2009/pivano/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 15:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Blog</category>

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		<description><![CDATA[Fernanda Pivano ci ha lasciati.
Anche grazie a lei abbiamo potuto conoscere autori come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Jack Keruac, Allen Ginsberg, tutta la Beat Generation, per proseguire con Jay MCInerney, Bret Easton Ellis, Dave Foster Wallace, Chuck Palahniuk.
Alla fine degli Anni &#8216;90 ebbe una profonda amicizia con Fabrizio De Andrè, che aveva musicato le poesia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fernanda Pivano ci ha lasciati.</p>
<p>Anche grazie a lei abbiamo potuto conoscere autori come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Jack Keruac, Allen Ginsberg, tutta la Beat Generation, per proseguire con Jay MCInerney, Bret Easton Ellis, Dave Foster Wallace, Chuck Palahniuk.</p>
<p>Alla fine degli Anni &#8216;90 ebbe una profonda amicizia con Fabrizio De Andrè, che aveva musicato le poesia di <em>Spoon River</em>, da lei tradotte 50 anni prima. Per lei, amica anche di Bob Dylan, il cantautore genovese era un grande poeta.</p>
<p>Fernanda non ha mai perso la fiducia che l&#8217;umorismo e l&#8217;onesta potessero salvare il mondo. Credeva che la letteratura sia inutile se non è onesta, credeva che l&#8217;onesta fosse più importante della grandiosità e degli atteggiamenti fasulli cha gli scrittori celebri amano assumere.</p>
<p>Addio Fernanda, ci mancherai molto.
</p>
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		<title>SETTANTA</title>
		<link>http://www.jprossano.com/2009/settanta-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 10:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Rassegna stampa</category>

		<category>Recensioni</category>

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		<description><![CDATA[“I cattivi vincono sempre”.
In questa breve frase, che il lettore incontra a pagina 667 di “Settanta” (Simone Sarasso, Marsilio Editore – collana Farfalle, 2009, 693 p), è racchiusa una delle caratteristiche affascinanti di questo romanzo.
Perché la frase, che di per sé potrebbe essere un comune stereotipo qualunquista, pronunciato da un perdente di natura, da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“I cattivi vincono sempre”.<br />
In questa breve frase, che il lettore incontra a pagina 667 di “Settanta” (Simone Sarasso, Marsilio Editore – collana Farfalle, 2009, 693 p), è racchiusa una delle caratteristiche affascinanti di questo romanzo.<br />
Perché la frase, che di per sé potrebbe essere un comune stereotipo qualunquista, pronunciato da un perdente di natura, da un “buono” sconfitto, o da un “cattivo” vittorioso; l’autore la mette in bocca ad un personaggio che incarna l’archetipo del male e che, malgrado questo, vede le sue trame stravolte e mandate all’aria da qualcuno, altrettanto cattivo, (se non di più), che tesse altre trame maligne, al fine di raggiungere i suoi fini personali.<br />
Non sveliamo oltre, in merito alla trama, per non rovinare al lettore il fascino del disvelamento dell’intreccio. Tuttavia questa premessa ci permette di evidenziare le caratteristiche salienti del romanzo.<br />
Lo sviluppo innanzitutto.<br />
Spesso i romanzi noir ci hanno mostrato scenari dove la divisione tra bene e male diventa labile, talvolta inesistente. Con Settanta si va oltre. Non Bene e Male. Due entità divise e contrapposte che contribuiscono a scrivere una storia. Bensì la Storia (quella con la S maiuscola) riscritta da più trame (buone, cattive, o semplicemente dettate dal caso) che si intrecciano, con risultati sorprendenti, a volte completamente opposti ai desideri degli attori che occupano la scena perseguendo i propri scopi.<br />
La narrazione. Quattro differenti punti di vista: uno stragista (un agente dei Servizi deviati, con un passato da manicomio criminale), un giovane magistrato del Sud, idealista ma con qualche problema, un attore del genere in voga a quei tempi: il “poliziottesco”, un po’ troppo preso nella propria parte, e, infine, un giovane bandito della mala milanese.<br />
La scenografia. Il libro è ambientato nella “meta” storia del decennio “di piombo” 70-80, utilizzando un’ucronia, che si permette il lusso di spostare in avanti di centinaia di metri il concetto di verosimile, e con ottimi risultati. Come ha sottolineato il “maestro” Giancarlo De Cataldo su l’Unità, i protagonisti del romanzo non sono personaggi direttamente ispirati a modelli reali della storia dell’epoca , eppure ciascuno di loro porta in sé qualcosa di reale dei personaggi che la storia di quegli anni l’hanno fatta e che un lettore edotto non fatica a riconoscere. Nessun personaggio storico e nessun personaggio immaginario, quindi. La quinta teatrale che Sarasso disegna dietro la narrazione del suo romanzo non è L’Italia degli anni settanta, è un’altra Italia possibile del periodo, partendo dai medesimi presupposti, tuttavia lo scenario è assolutamente plausibile. Uno scenario di guerra mai dichiarata, anzi ostinatamente negata, ma realmente combattuta, di ideali traditi prima e crollati poi, di pietà per le, tante, innocenti vittime di sporchi giochi di potere.<br />
Infine la scrittura. Lacerante, l’ha definita la brava Alessandra Buccheri su NovaMag. Assolutamente vero. Rispetto a “Confine di Stato”, capitolo primo della “trilogia sporca” di cui “Settanta” rappresenta il secondo atto, la scrittura presenta una notevole evoluzione. In “Confine” era prettamente cinematografica, la narrazione era trascinata dalla ricerca dell’azione a tutti i costi.<br />
La lingua del romanzo era tutto fuorché aderente all’italiano parlato nel periodo. “Settanta” è un oggetto narrativo completamente diverso. Leggendolo si evince lo sforzo dell’autore per restituire i regionalismi e le inflessioni dell’italiano, gli stereotipi tipici della lingua del periodo, ed il lavoro svolto sull’intreccio, costruendo un «mostro» a quattro teste, una storia polifonica a quattro voci che diventano una sola. Il tutto innestato su una tecnica narrativa alla James Ellroy di “American Tabloid”.<br />
Il risultato: quello di tenere il lettore incollato al romanzo dalla prima all’ultima pagina.<br />
I libri di storia per imparare cose sul passato del nostro Paese e, forse, per non commettere più gli stessi errori ci sono. Tuttavia, le pagine oscure, i buchi neri sul reale svolgimento dei fatti, i retroscena segreti, e ad oggi sconosciuti, abbondano; nel periodo dei “settanta” forse ancora di più rispetto ai decenni che li hanno preceduti e seguiti.<br />
Sarasso è nato nel ’78, quel decennio non l’ha vissuto direttamente, tuttavia uno dei meriti di romanzi come “Settanta”, oltre ai pregi precedentemente elencati, è quello di poter stimolare il lettore, che certe storie non le conosce abbastanza, se non per nulla, o che magari se le è solo dimenticate, a documentarsi per fermare la memoria di ciò che è stato.<br />
Perché raccontare storie, così come conoscere il nostro passato, sono modi per resistere, per non farsi sopraffare da chi tenta, nell’Italia di oggi più che mai, a farci credere alle favole.
</p>
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		<title>Educazione Siberiana</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 07:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[Educazione Siberiana di Nicolai Lilin (Einaudi - collana Supercoralli) è un libro che, a mio modesto parere, vale la pena di leggere. E sono in accordo con la brava Michela Murgia che, a proposito di questo libro, scrive sul suo sito: “….non ci sarebbe per Nicolai Lilin sventura peggiore che passare per il Saviano siberiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Educazione Siberiana</strong></em> di <a href="http://www.nicolaililin.com/"><strong>Nicolai Lilin</strong></a> (<em><a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/nicolai-lilin/educazione-siberiana/978880619552">Einaudi - collana Supercoralli</a></em>) è un libro che, a mio modesto parere, vale la pena di leggere. E sono in accordo con la brava <a href="http://michelamurgia.altervista.org/"><strong>Michela Murgia</strong></a> che, a proposito di questo libro, scrive sul suo <a href="http://michelamurgia.altervista.org/content/view/333/2/">sito</a>: “….<em>non ci sarebbe per Nicolai Lilin sventura peggiore che passare per il Saviano siberiano, perché lui le cose non le denuncia, le racconta; e se vi sembra una differenza piccola quella che passa tra la punta del dito e la punta della penna, Educazione siberiana forse non fa per voi</em>”.<br />
In effetti l’intervista di Saviano a Nicolai, pubblicata su <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/saviano-siberia/saviano-siberia/saviano-siberia.html">Repubblica</a>, deve avere certamente contribuito a far conoscere “<em>Educazione Siberiana</em>”, così come a far andare esaurite le copie del libro in due giorni, ma non deve far nascere confusione. Il libro di Nicolai non è un libro di denuncia, ma è il racconto della sua crescita e formazione in un ambiente dove, essere dei criminali, è normale. Nicolai Lilin le ha davvero viste e vissute le cose che ci racconta; ma ha la capacità di farselo perdonare, a tratti con ironia, e soprattutto senza mai cadere nel compiacimento per la tragicità e, a tratti, la truculenza di quello che ci racconta. Che poi altro non è che il declino e la fine della cultura di una comunità di persone.<br />
Nicolai Lilin è nato in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transnistria">Trasnistria</a>, meglio nota da noi in occidente come Bessarabia, una regione dell’ex Unione Sovietica tra l&#8217;Ucraina e la Moldavia. Discendente degli Urca siberiani, una popolazione con una lunga tradizione di predoni e banditi, che non si sono mai assoggettati volentieri al dominio degli Zar prima e del comunismo poi.<br />
Negli anni trenta Stalin ha fatto deportare gli Urka in massa dalla Siberia in Trasnistria, con l&#8217;intento di sradicarne le bellicose e criminali abitudini. In realtà l’unico risultato è stato quello che gli esuli hanno ricreato il loro habitat sociale in questa nuova patria.<br />
I libro di Lilin non è un noir, ma in romanzo di formazione a tinte decisamente nere. Racconta della sua infanzia e della formazione avuta dalla famiglia e dai vecchi Urka che avevano il compito di trasmettere le tradizioni, gli usi e le regole di una comunità dedita alla delinquenza come professione. Ma, a differenza di tutte le altre organizzazioni criminali di Russia e dintorni, (governi sovietici e governi successivi figli dello sgretolamento dell’URSS compresi), Lilin ci racconta come i siberiani possedessero una loro etica (ammesso che si possa avere un&#8217;etica nel fare il delinquente).<br />
Tipo: rubare sì, ma a ricchi e governi, però niente pizzo, niente droga, niente prostituzione, rispetto per i vecchi (che tramandano la tradizione) le donne, i bambini, gli handicappati. Con abitudini particolari, tipo non parlare con i poliziotti, si poteva comunicare con loro solo tramite una donna della famiglia, ma senza rivolgersi loro direttamente, tenere le armi per la caccia (considerate pure) separate da quelle utilizzate per delinquere (impure), essere molto religiosi e devoti (anche se questo non impedisce di rubare ed ammazzare), avere una lunga tradizione dedita al  tatuaggio, ecc.<br />
Gli Urka si definiscono criminali “onesti” proprio per questa etica che li contrapporrebbe ai altri criminali, privi di regole e semplicemente dediti a ricercare ricchezza e guadagno facile.<br />
Il libro è il racconto della formazione di Lilin, dei valori tradizionali che gli sono stati trasmessi dagli anziani della comunità e, infine, dello sgretolamento di questa “etica” verso un mondo criminale senza regole e senza rispetto della tradizione, completamente travolto dalla corruzione a tutti i livelli.<br />
“Educazione Siberiana” è un libro molto interessante, perché rappresenta la prospettiva di chi nasce in un posto dove le uniche alternative sono: soccombere, o diventare un criminale, o uno sbirro che poi da quelle parti non è troppo differente. E se costui accetta di fare il criminale: o segue le regole della tradizione della sua razza, oppure accetta di non avere regole per niente.<br />
Insomma non è un romanzo noir, non è una autobiografia, non è un romanzo di denuncia alla Gomorra, piuttosto è una foto, o forse un tatuaggio, visto che il nostro scrittore fa di mestiere il tatuatore. Una foto, o un tatuaggio, non inventano nulla a differenza dei romanzi, non denunciano a differenza delle inchieste giornalistiche, ma raccontano solo delle storie presentandone le immagini.<br />
<strong>JP</strong>
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		<title>&#8220;Settanta&#8221; in libreria dal 20 maggio 2009 il nuovo romanzo di Simone Sarasso</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 15:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Eventi</category>

		<category>Presentazioni</category>

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		<description><![CDATA[Una furibonda cavalcata attraverso gli anni di piombo. Dopo Confine di Stato, arriva il secondo volume della “Trilogia sporca dell’Italia” di Simone Sarasso.
Italia, anni settanta: il decennio più buio e violento della storia repubblicana raccontato attraverso le voci di uno stragista, di un ladro, di un magistrato e di un attore di successo. Andrea Sterling, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una furibonda cavalcata attraverso gli anni di piombo. Dopo Confine di Stato, arriva il secondo volume della “Trilogia sporca dell’Italia” di Simone Sarasso.<br />
<img id="image107" height="96" alt="copertina-70.jpeg" src="http://www.jprossano.com/wp-content/uploads/2009/05/copertina-70.miniatura.jpeg" />Italia, anni settanta: il decennio più buio e violento della storia repubblicana raccontato attraverso le voci di uno stragista, di un ladro, di un magistrato e di un attore di successo. Andrea Sterling, il fiore all’occhiello dei servizi deviati, ha un piano. Ettore Brivido, l’enfant prodige della mala milanese, è pronto a fare il salto di qualità. Domenico Incatenato, giovane giudice del Sud, sgobba per fare carriera tra Roma e Milano. Nando Gatti è l’astro nascente del poliziottesco all’italiana e prende sul serio il proprio lavoro. Le loro vite s’intrecciano mentre il paese va a fuoco: nelle piazze e nelle fabbriche ribolle la rivolta, le Brigate Rosse sfidano il potere costituito e la strategia della tensione continua a mietere vittime civili.</p>
<p>Il romanzo verrà presentato in anteprima a Milano a Officina Italia il 22 maggio</p>
<p>Hanno scritto di Confine di Stato:</p>
<p>«Un noir sorprendente, messo in pagina con una prosa incalzante e martellata… raccontato con la potenza di una realtà più forte dell’invenzione»  <em><strong>Irene Bignardi, La Repubblica</strong></em></p>
<p>«Imperdibile. La prima parte di una trilogia scatenata, complottistica e dichiaratamente ispirata alle strategie di scrittura di James Ellroy» <em><strong>Giancarlo De Cataldo, Hot</strong></em></p>
<p>«Con un abile congegno narrativo Sarasso conduce il lettore in un viaggio irato e tempestoso, illuminato da squarci improvvisi, attraverso gli anni più difficili della nostra storia recente»  <em><strong>Giorgio Boatti, Il Manifesto</strong></em></p>
<p>«Un affresco potente del nostro paese a partire dal dopoguerra&#8230; Un lavoro ambizioso che ha alcuni modelli espliciti (uno su tutti American Tabloid di James Ellroy) e un&#8217;originalità che conforta scoprire in un quasi trentenne» <em><strong>Pietro Cheli, Diario</strong></em></p>
<p>«Piazza Fontana, 1969. Simone Sarasso sarebbe nato undici anni dopo. Eppure questo libro sembra scritto da chi c&#8217;era. Anzi, forse ha in più il vantaggio del distacco» <em><strong>Dario Olivero, Repubblica.it</strong></em></p>
<p>La modesta recensione del sottoscritto la potete leggere <a href="http://www.jprossano.com/ogni-risposta-ha-la-sua-domanda/confine">qui</a></p>
<p><strong>Simone Sarasso</strong>, classe ’78, scrive storie nere per la narrativa, i fumetti, il cinema e la TV. Vive a Novara, e nel (poco) tempo libero fa l’educatore in una scuola elementare. Ha pubblicato racconti in diverse antologie e collabora con alcune riviste («Carmilla», «Milano Nera Web Press», «Satisfiction», «Hot»). Settanta è il secondo capitolo di una trilogia noir sui misteri e le trame della Storia d’Italia dal dopoguerra a Tangentopoli. Il primo volume, Confine di Stato (2007, finalista al Premio Scerbanenco-La Stampa 2007), è edito da Marsilio. Nell’autunno 2009, sempre per Marsilio, uscirà la graphic novel United We Stand (<a href="http://www.unitedwestand.it/">www.unitedwestand.it</a>), realizzata con Daniele Rudoni.<br />
Il suo blog è <a href="http://confinedistato.blogspot.com/">http://confinedistato.blogspot.com</a></p>
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		<title>Salone del libro di Torino, un paio di segnalazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 16:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Eventi</category>

		<category>Presentazioni</category>

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		<description><![CDATA[Amici lettori,
un paio di segnalazioni in merito al prossimo Salone del libro di Torino.
Presso lo stand delle edizioni Spoon River sarà disponibile il romanzo di esordio di Stephano Giacobini (alias Roberto Castelli) compagno di merende, nonchè di avventure e disavventure schermistiche del sottoscritto nei bei tempi che furono. Una presentazione del romanzo (noir, manco a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amici lettori,</p>
<p>un paio di segnalazioni in merito al prossimo Salone del libro di Torino.</p>
<p>Presso lo stand delle edizioni Spoon River sarà disponibile il romanzo di esordio di <strong>Stephano Giacobini</strong> (alias Roberto Castelli) compagno di merende, nonchè di avventure e disavventure schermistiche del sottoscritto nei bei tempi che furono. Una presentazione del romanzo (noir, manco a dirlo) potete trovarla su questo sito <a href="http://www.jprossano.com/2009/isola-uomini-superflui/">qui</a>, l&#8217;autore lo troverete al salone. Non ho ancora avuto il piacere di leggerlo, ma appena lo farò ne parleremo ancora.</p>
<p>Il 15  e 16 maggio presso lo stand AGENZIA X ci sarà un reading musicato del racconto UWS - TERRA DI NESSUNO, contenuto nell&#8217;antologia VOI NON CI SARETE, a cura di Alessandro Bertante. Per l&#8217;occasione sarà presente l&#8217;autore (e amico) <strong>Simone Sarasso</strong>. Di Simone (autore di &#8220;<a href="http://confinedistato.blogspot.com/">Confine di stato</a>&#8221; e della Graphic Novel di fantapolitica &#8220;<a href="http://www.jprossano.com/www.unitedwestand.it">United we stand</a>&#8220;) i frequantatori di questo sito avranno già sentito parlare parecchio dal sottoscritto. Incontrarlo al salone potrebbe essere una buona occasione per farsi raccontare qualcosa in anteprima del suo nuovo romanzo &#8220;<a href="http://confinedistato.blogspot.com/2009/04/settanta-prima-intervista-e-per-ora.html">Settana</a>&#8221; che uscirà il 20 maggio e rappresenta la seconda tappa della trilogia sarassiana (oddio avrò inventato un neologismo) dedicata ai misteri dello stivale, appunto dopo Confine di stato. Anche di questo romanzo avremo modo di riparlare quando l&#8217;avrò letto.</p>
<p>Buon salone a chi lo andrà a visitare</p>
<p>JP
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		<title>L’ISOLA DEGLI UOMINI SUPERFLUI</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[ L’ISOLA DEGLI UOMINI SUPERFLUI (Stephano Giacobini * Ed. Spoon River - Collana Dark Side)
In un angolo remoto della più grande foresta del pianeta un potente uomo d’affari (e spregiudicato malavitoso) ha creato un vero e proprio luna-park della morte: l’Isola. Sborsando ingenti cifre, miliardari di ogni parte del mondo possono accedervi per uccidere o torturare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> L’ISOLA DEGLI UOMINI SUPERFLUI (Stephano Giacobini * Ed. Spoon River - Collana Dark Side)</p>
<p><img id="image104" height="96" alt="isolasuperflui1.jpg" src="http://www.jprossano.com/wp-content/uploads/2009/05/isolasuperflui1.miniatura.jpg" />In un angolo remoto della più grande foresta del pianeta un potente uomo d’affari (e spregiudicato malavitoso) ha creato un vero e proprio luna-park della morte: l’Isola. Sborsando ingenti cifre, miliardari di ogni parte del mondo possono accedervi per uccidere o torturare, impunemente, uomini all’uopo catturati e tenuti segregati.<br />
La vicenda è narrata direttamente dal protagonista, il Capitano, braccio destro del creatore dell’Isola, uomo cinico e ambiguo che ha abbandonato il mondo civile per mettersi al servizio del male e della morte, grande organizzatore delle sconvolgenti attrazioni messe a disposizione  dei clienti di quel folle parco dei divertimenti.<br />
Vittime sono gli Uomini Superflui, gente emarginata dalla società, poveri fra i poveri, la cui esistenza non ha alcun valore, se non quello di essere a disposizione di altri uomini che possono addirittura comprare la loro vita e la loro morte.<br />
Tutto sembra filare liscio, i clienti si susseguono con regolarità e con richieste sempre più sconcertanti, finché compare sulla scena una donna, che sovvertirà i valori e aprirà nuovi orizzonti.</p>
<p>L’eterna lotta fra il bene e il male, considerata dal punto di vista di quest’ultimo, la loro reciproca interdipendenza, in un conflitto destinato a non vedere mai un vincitore. I contrasti fra la forza dell’amore e l’intensità dell’odio, l’esaltazione della morte e la vacuità della vita, le differenze fra esistenza e vita, fra morte corporale e morte in vita, la miseria e la nobiltà che albergano nell’animo umano.<br />
L’allarme ecologista, la denuncia delle profonde disuguaglianze sociali che condizionano l’umanità intera, la deriva e le conseguenze aberranti di un mondo fondato unicamente sull’accumulo di denaro.<br />
* Stephano Giacobini è lo pseudonimo di Roberto Castelli, 42 anni, avvocato penalista in Torino con trascorsi da giornalista.   <a href="mailto:stephanogiacobini@email.it">stephanogiacobini@email.it</a>
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		<title>LA TERZA METÀ</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 16:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.P. Rossano</dc:creator>
		
		<category>Rassegna stampa</category>

		<category>Recensioni</category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La terza metà&#8221; (Marsilio Editore ,2008)  è uno di quei romanzi che andrebbero letti anche solo per come sono scritti. Ovvero benissimo.
Le caratteristiche principali di questo libro sono, infatti, la qualità della narrazione e, soprattutto, la lingua. I personaggi sono curati, umani, dolorosi e profondamente tragici sia nei pensieri sia nelle azioni. L’autore dimostra un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La terza metà&#8221; (Marsilio Editore ,2008)  è uno di quei romanzi che andrebbero letti anche solo per come sono scritti. Ovvero benissimo.<br />
Le caratteristiche principali di questo libro sono, infatti, la qualità della narrazione e, soprattutto, la lingua. I personaggi sono curati, umani, dolorosi e profondamente tragici sia nei pensieri sia nelle azioni. L’autore dimostra un talento particolare nel costruire personaggi disturbati, impietosi, tratteggiati con sicurezza tale che tendono a trasbordare dalla pagina.<br />
Guglielmo Pispisa, l’autore, membro dell’ensamble narrativo KAI ZEN, è un magistrale padrone della lingua e della frase, capace, in una mirabile alternanza di prima e terza persona, di raccontare la tragedia di un’intera famiglia e il sogno fallito di due generazioni ed intrecciarli alla storia degli ultimi quarant’anni della nostra tribolata Repubblica (gli anni di piombo del terrorismo nel decennio ’70, il G8 di Genova, il più recente, e fallito, tentativo di ricostruzione del terrorismo, le possibili azioni d’infiltrazione e manipolazione per opera dei Servizi sia nel passato recente sia in quello più remoto): il racconto di una storia personale collocata all’interno della traiettoria di eventi più grandi che riguardano la nostra nazione tra il vecchio ed il nuovo terrorismo politico.<br />
Due protagonisti Hieronimus (o più semplicemente Hiero che si presenta al lettore nel giorno del suo finto funerale) ed il Magister (un capolavoro di dignitosa alienazione mentale, un clochard attorniato da quattro mirabili personaggi immaginari che ascoltano le sue memorie e che, da soli, valgono il prezzo del libro), si rincorrono per tutto il romanzo, sfiorandosi appena, di tanto in tanto, senza però mai incontrarsi. Entrambi infiltrati dei Servizi nel terrorismo di estrema sinistra (quello vecchio e quello nuovo) per due vie completamente diverse, me per opera della medesima mano (Aristotele, un pezzo grosso dei Servizi: spiacevole, istruttivo, pericoloso, insomma uno stronzo di prima categoria).<br />
La terza metà lo si potrebbe definire un noir di fantapolitica. In fondo ipotizza in modo realistico cosa potrebbe essere realmente accaduto negli anni di piombo, qual potrebbe essere stato il ruolo dei Servizi, cosa sia accaduto ai pesci piccoli, a quelli che non sono finiti sulle prime pagine dei giornali, che non erano dei leader, che non hanno ammazzato, ma che erano in ogni caso coinvolti tanto da averne la vita pesantemente stravolta.<br />
In realtà è qualcosa di più. La terza metà è la storia di una tragedia che, partendo dalle vicende di una famiglia distrutta dagli impietosi ingranaggi della Storia, racconta la disillusione ed il sogno fallito di due generazioni che hanno creduto di cambiare un paese colpendo al cuore un sistema di potere che non poteva essere invece colpito.<br />
Per due ragioni. Perché un cuore non lo ha mai avuto e perché, mentre essi tramavano per colpirlo, lui (il sistema), stava già operando per renderli strumenti (inconsapevoli) dei suoi disegni.</p>
<p>____________________________________________________________________<br />
*<strong>Guglielmo Pispisa</strong> è nato a Messina nel 1971. È autore del romanzo” Città perfetta” (Einaudi Stile Libero 2005) e “Multiplo” (Bacchilega Editore 2004). Fa parte dell’ensemble narrativo Kai Zen con cui ha scritto il romanzo” La strategia dell’ariete” (Mondadori  2007).
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